“sottoscrizioni” … “raccolta firme”? Meglio la prima?

fa parte dei compiti e delle responsabilità dei partiti selezionare le candidature come ricordato dalla Corte Costituzionale nella recente sentenza n.35 del 2017”.

 

E’ incipit da cui vorrei trarre spunto per provare a proseguire la riflessione sul sistema e sulle procedure per la raccolta firme per la presentazione di liste e candidati in occasione di competizioni politico-elettorali.
Da settimane il leitmotiv di opinionisti e uomini politici è che i partiti ed il loro sistema sono in crisi, “turbati” dal movimentismo, dalla società liquida, dal leader(ismo) di turno, dall’ *-exit, dal …

Purtuttavia, come ha ricordato anche il professore universitario che ho citato, la Corte Costituzionale ha ribadito il concetto.

Ci si poneva allora la domanda: ma la considerazione di quanto poco sopra anticipato, pur maneggiando con cura le varie opzioni, quale “analisi di impatto” imporrebbe ai Nostri legislatori affinché si superi o semplicemente si riveda l’attuale sistema ricalibrandolo, e così evitare di discutere di una potenziale lesione della logica della rappresentanza e del suo accesso?

Logica che tra crisi della delega in bianco al sistema dei partiti, anacronismi delle procedure di raccolta delle “sottoscrizioni” necessarie per la presentazione di liste e candidati e (discutibili?) auto-esenzioni forse … potrebbe essere fatta valere.

Vuoi anche per cercare di dare un rinnovato impulso alla “ricerca” e costruzione di solidi rapporti con le circoscrizioni elettorali (e dunque il territorio) che il candidato sarebbe chiamato a rappresentare.